Il momento del lancio della fiocina

Il più piccolo arpionatore dello Stretto, Giacomino

I pescatori mostrano l'aguglia imperiale (Tetrapturus belone) appena pescata

Il vecchio luntro ormai è solo un ricordo

L'arpione


Caccia al Pescespada

La pesca del pesce spada (Xiphias gladius) nelle acque dello Stretto di Messina è una pesca antichissima che probabilmente deriva dai Fenici. Una tempo veniva praticata utilizzando delle piccole barche a remi chiamate “luntri” armate con 6 uomini d’equipaggio, quando questi venivano avvisati dall’avvistatore “N’tinneri” posto sull’albero “N’tinna” di una grossa barca ancorata in un punto ben preciso dello Stretto, iniziavano un inseguimento al termine del quale, quando finalmente la preda veniva raggiunta. A quel punto, tutta la responsabilità passava al fiocinatore “llanzaturi” o “patruni” che con un lancio preciso doveva arpionare il pesce.
Oggi questo sistema di pesca ha subito pochissime variazioni relative esclusivamente alla presenza dei motori, di antenna (un alto albero in metallo che in media misura 22-30 metri ) sul quale salgono da tre a cinque uomini che dall’alto scrutano la superficie e dalla quale viene pilotata l’imbarcazione, e dal ponte (una lunga passerella in metallo di circa 35-50 metri) da dove viene arpionato il pesce spada

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